Muraglia, l’ospedale da consumarsi entro e non oltre….

Sono bastate poche parole da parte del Sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli durante il Consiglio Comunale di lunedì 19 Marzo per riportare d’attualità il tema dell’Ospedale Unico tra Pesaro e Fano. “Mi stupisce sentire oggi che rimane aperto l’Ospedale di Muraglia nel ridisegno della struttura ospedaliera”, questa la frase all’interno del dibattito sull’Ordine del Giorno bipartisan proposto dai consiglieri per bloccare il trasferimento di tutti gli uffici amministrativi dell’Asur1 a Fano. Una dichiarazione che ha alzato un polverone nel quale sembrano si siano smarriti molti politici locali. A cominciare dalla Vice Sindaco Catalano che nei giorni successivi ha cercato di attenuare il colpo parlando di “ultimo passoverso la realizzazione dell’Ospedale Unico ma tante sono state le prese di distanza fuori e dentro la maggioranza politica.

La perplessità sull’uscita di Ceriscioli è comunque comprensibile visto che il sito di Muraglia era anche tra quelli papabili per la costruzione del nuovo nosocomio comune tra Pesaro e Fano, però c’è dell’altro. Il polo ospedaliero è infatti una delle strutture più recenti che la sanità pubblica locale ha prodotto negli ultimi decenni, con una spesa pubblica di oltre 10 milioni di euro negli ultimi nove anni ma ancora non effettivamente terminato completamente. E’ notizia di poche settimane fa, infatti, dell’apertura di un consultorio per le patologie trattate mentre soltanto a fine 2011 è stato trasferito il reparto di Medicina Nucleare dalla sede centrale del S.Salvatore.

Una struttura appena uscita dalla fase di rodaggio, dunque, che però ha già assunto una notevole importanza per le innovazioni introdotte, l’alta tecnologia e per la funzionalità resa ai cittadini. Sicuramente la più importante è la creazione del reparto di Radioterapia inaugurato nel 2007, grazie anche ai 3 milioni devoluti dalla Fondazione Cassa di Risparmio Pesaro, e in continua espansione. Nel 2009, invece, è stato trasferito a Muraglia il reparto di Malattie Infettive, sei anni dopo l’ampliamento dell’Oncologia e la creazione di un centro per cure palliative per malati terminali. Dal 2001, invece, risiede nel nuovo polo la camera mortuaria oltre all’Istituto di Igiene Mentale attivo già dalla metà degli anni ’80.

Un progetto, quello del decentramento del S.Salvatore, nato sul finire degli anni ’90 e concretizzato con i primi finanziamenti stanziati nel 1996 quando la Regione quantificò in 12,5 milioni di euro il costo dell’operazione. L’accordo vero e proprio venne però stipulato solo nel ’99 e prevedeva che lo spostamento dei reparti già menzionati avvenisse entro tre anni. La complessità dei lavori impose alla Regione e all’Azienda Ospedaliera uno slittamento del termine per il maggio del 2005 ma anche in quella occasione non si riuscì a rispettare la road map per via del fallimento della ditta appaltatrice. Il nuovo accordo portò ad una riduzione del costo dell’opera, limata rispetto alla precedente di circa mezzo milione ma senza imporre una scadenza specifica ai lavori.

Dopo quindici anni il progetto ha ormai i contorni definiti della realtà, con alcuni dettagli da sistemare e tanto ancora dare alla collettività ma già si parla di dismissione. In periodo di crisi, non sembra sicuramente la scelta più ovvia. Però le parole del Sindaco potrebbero essere state dai più travisate e ben interpretate invece dalla Catalano, consapevole dei tempi lunghi delle opere pubbliche e dei bisogni dei malati. Come riportato da un’intervista a Thomas Del Bianco su Il Messaggero di Mercoledì 22 Marzo, la Vice Sindaco ricorda, parlando di Muraglia, che certe strutture non possono aspettare, non hanno vita eterna e devono per forza essere aggiornate. Questo il succo.

La costola distaccata di Muraglia, quindi, pare una struttura a tempo determinato che a fine contratto dovrà trovarsi una nuova collocazione. Se il nuovo ospedale può fregiarsi della qualifica di unico, quello di Muraglia ha dalla sua la rarità. Si è sentito parlare più volte di ospedalieri e assistenti sanitari a termine ma mai di un Ospedale precario. Da questa settimana anche questa lacuna è stata colmata.

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