Tagli alle Province, quanto vale Pesaro&Urbino?

Nella manovra “Salva Italia”, da qualcuno denominata “Si salvi chi può”, c’è il taglio delle Provincie che nei mesi passati è stato più volte discusso ed auspicato da quasi tutte le forze politiche. Almeno a voce, davanti ai microfoni. Le Provincie, però, sono istituti sancite dalla Costituzione quindi per la loro definitiva eliminazione non basta un Decreto Legge, come è questa manovra, ma è necessaria una larga intesa parlamentare non proprio rapida e sbrigativa. Per accelerare i tempi, Monti ha deciso di intervenire dove poteva, sforbiciando sulla loro funzionalità.

Nel testo che il Parlamento dovrà discutere viene prospettata la cancellazione delle Giunte oltre ad abbassare il numero dei componenti dei Consigli che non potranno contare più di 10 unità. Di fatto la Provincia verrà svuotata dei suoi compiti (Istruzione Secondaria, Formazione Professionale, Manutenzione Strade di Competenza, Vigilanza e Salvaguardia dei Beni Ambientali, Sostegni al Lavoro, etc.) che saranno ripartiti tra Regioni e Comuni.  Il provvedimento dovrebbe partire già dal prossimo anno, si parla del 30 Aprile o di Novembre ma la puzza di anticostituzionalità nell’abolizione di un Organo elettivo è molto forte e gli esiti sono ancora incerti. Voci rimbalzano ma con molta probabilità i tagli si avranno soltanto dopo la naturale scadenza dei mandati. Facendo una botta di conti, comunque, non sembra si tratterà di vera rivoluzione, almeno dal punto di vista economico.

TabellaGiuntaConsiderando la Provincia di Pesaro e Urbino, il risparmio dovrebbe aggirarsi tra indennità e gettoni di presenza a circa 435 mila euro annui lordi. Dai 530 mila euro odierni si dovrebbe passare a poco meno di 100 mila come compensi per gli amministratori politici, un taglio drastico del 81.8% dei costi.

La maggior fetta riguarderà l’esecutivo che oggi costa circa 405 mila euro mentre senza la Giunta Ricci i pesaresi (gli italiani) risparmierebbero qualcosa come di 330 mila euro lordi l’anno, ovvero il compenso fisso che oggi prendono i sei Assessori nominati ed il Vice Ricci. La manovra infatti non cancella anche il Presidente che da solo vale quasi 72 mila euro.

Il suo omologo in Consiglio percepisce invece quasi 47 mila euro l’anno (sforbiciati) mentre per gli altri 29 consiglieri i calcoli sono più difficili da fare a priori visto che ricompensati con gettoni di presenza fissati a 69,72€ ogni seduta. Considerati gli ultimi dati diffusi dalla Provincia, relativi al primo semestre del mandato, si può estrapolare un compenso annuo lordo pro capite di circa 2.800 euro calcolato su una media di 40 presenze tra Sedute e Commissioni che porta a una spesa annua di circa 80 mila euro per i componenti ordinari. In totale, quindi, gli eletti oggi costano qualcosa come 127 mila euro l’anno mentre dal prossimo mandato, nel caso il testo della manovra rimanga invariato, la spesa per il Consiglio scenderebbe a soli 25 mila euro, considerando l’abbassamento del numero dei consiglieri a 9 unità e l’abolizione del Presidente del Consiglio. 

Non male ma sempre una goccia nel mare che nella migliore ipotesi potrebbe arrivare a non più 500 mila euro. Vanno comunque sommati a questi compensi anche i rimborsi che la Provincia versa ai datori di lavoro di quei consiglieri dipendenti in aziende private per i giorni di assenza e gli altri rimborsi, entrambi difficili da quantificare. Nel Piano Economico Generale per il 2011-2013 (Titolo 1 -Cap. 300 – art. 1), infatti, la Provincia stanzia nel il triennio oltre 2,2 milioni di euro per i così detti costi della politica, 755 mila all’anno.

Salendo più in alto la prospettiva cambia ancora. La voce “Organi Istituzionali, partecipazione e rappresentatività” nel Bilancio Provinciale 2010 vale ben 2,3 milioni in uscita che però sono soltanto il 2,6% dei quasi 89 milioni di spese correnti sostenuti dall’ente di Via Gramsci. Questa cifra contiene inoltre anche i costi per i dipendenti pubblici indipendenti dal mandato che non perderanno il posto di lavoro ma, nel caso, saranno girati ad altre mansioni.

Dati alla mano, insomma, è davvero difficili parlare di riforma sostanziale. La Provincia, ridimensionando i suoi Organi, risparmierà meno del 1% sul totale.  Una situazione che assomiglia più al cassaintegrato che centellina le sigarette o i caffè al bar che a quello che ritrova il posto di lavoro. Sicuramente allevia il disagio ma non risolve il problema.

NB: i dati sono di carattere indicativo, ricavati dal rendiconto dei Servizi Generali della Provincia di Pesaro e Urbino diffuso nel 2010 e relativo ai compensi del semestre Giugno-Dicembre 2009. Elaborati in proprio quindi soggetti ad errori o errate interpretazioni. Tutte le cifre si intendono al lordo delle dovute imposte. Per determinare il compenso annuo dei consiglieri si è prima calcolata la presenza media in Sedute e/o in Commissioni nel periodo in oggetto, moltiplicata per il valore del gettone di presenza e proporzionata all’anno. Per il costo delle spese una volta in vigore la manovra, si è ipotizzato che i compensi fissi ed i gettoni delle figure non soppresse rimangano invariati.
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