Pesaro Switch Off, dal 12 Dicembre la TV è Digitale

Ci siamo quasi, lunedì 12 dicembre anche nella zona di Pesaro la televisione analogica, come noi la conosciamo, si spegnerà per far posto al futuro delle trasmissioni digitali ad alta definizione e dal suono cristallino. Le preoccupazioni, però, non mancano e forse lo switch off causerà qualche piccolo problemino iniziale ma è il tributo equo dovuto al progresso, all’europeizzazione della nazione ed al nostro edonismo più sfrenato.

Per togliersi qualche dubbio, la Regione Marche ha predisposto uno spazio web (www.dtt.marche.it) nel quale trovare tutte, o quasi, le informazioni necessarie a questa rivoluzione copernicana del broadcasting televisivo. Nella sezione delle Faq, si legge più volte la locuzione “servizi di pubblica utilità” anche se poi non viene spiegato in che cosa consistono queste immaginifiche innovazioni.

Alla domanda “Cosa sono i servizi interattivi?”, l’autore (o gli autori visto lo spessore) del testo enumera alcuni di questi optional essenziali come

visualizzare la trama del film che stai guardando, leggere le ultime news sul tuo reality preferito, giocare ai quiz come se tu fossi il concorrente in studio o accedere ad una serie di servizi come il meteo, la guida tv o il nuovo televideo digitale ”.

Tutti servizi di pubblica utilità, non c’è che dire.

I veri vantaggi del TDT (anche se nel resto del mondo l’acronimo di Digitale Terrestre è DTT) sono però ben alti. Ci sarà la grande abbondanza di canali disponibili (“almeno il quintuplo rispetto a ora”, testualmente) ed il fatto che la trasmissione digitale produrrà meno inquinamento elettromagnetico. La frase però termina con questo inciso: “a parità di canali“. Quindi, se fin adesso avevamo a portata di indice una ventina di emittenti, dal 12/12/11 saranno addirittura un centinaio quelli su cui fare zapping. Algebricamente parlando, l’aumento del numero di trasmissioni aumenterà anche l’elettrosmog, o, meglio che vada, al massimo farà pari. Un bel guadagno, non c’è che dire.

Veniamo al sodo. Scorrendo la lista delle frequenze si conta spazio per 699 emittenti televisive. L’assegnazione però non garantisce la trasmissione e dal 12 dicembre non pensate certo di essere sommersi da nuovi canali televisivi. Fino a pochi giorni fa il Presidente della Regione Spacca ha più volte cercato di posticipare lo switch off senza riuscirci, visto il cambio alla guida al Governo. I problemi erano causati soprattutto dalle interferenze che potrebbero arrivare dalle antenne oltre Adriatico ma anche per dare più tempo alle piccole emittenti locali per adeguarsi. TVRS, al momento, è l’unica TV marchigiana che già trasmette regolarmente in digitale al canale 11. Per le trasferte della Scavo, per molti, è più che sufficiente.

Nel dettaglio, i primi 300 canali sono dedicate alle televisioni in chiaro, di queste solo la metà sono assegnate. Tra queste i network nazionali (Rai, Mediaset, La7 e i rispettivi bouquet) e le Tv locali (TVRS, Tv Centro Marche, una fantomatica Pesaro Tv, etc.). Dal 300 in poi ci sono le PayTv mentre il pool dei 500 è dedicato alla trasmissione in Alta Definizione (HD). Le ultime 100 frequenze saranno occupate da emittenti televisive di zone limitrofe e canali jolly, un miscuglio poco (o niente) organizzato da cui magari pescare qualche chicca.

Questo il quadro, anche se ad oggi i canali sono un po’ pochini e se questo DTT è veramente un miglioramento alla fruizione televisiva per gli utenti è tutto da vedere.

Intanto il guadagno più sostanzioso del Digitale Terrestre sembra essere stato soprattutto per Mediaset, vero e proprio monopolista di questa nuova tecnologia. Se agli albori di questo salto tecnologico (nel 2005) alcuni si accorsero che il maggior distributore di decoder per la nuova Tv era in mano a Paolo Berlusconi (Solari.com), ora la supremazia del biscione passa per le smartcard, incluse in tutti i decoder MHP (quelli interattivi, unici che godono degli incentivi statali per l’acquisto).

Comprando il decoder, quindi, si riceve in regalo uno o più mesi di abbonamento a Mediaset Premium, la PayTv (l’unica) del DTT. L’attivazione comporta la registrazione del numero di telefono dell’utente che poi sarà bersagliato con cadenza bimestrale dall’ufficio marketing del colosso di Segrate, una scocciatura comunque minima visto il contesto.

Se negli ultimi 2/3 anni avete cambiato televisore o vi siete dotati di un decoder per la Tv Digitale, sicuramente vi sarete accorti che praticamente non si vedeva niente. Ad eccezione, naturalmente, dei canali Mediaset (soprattutto quelli a pagamento), tra i quali Iris, Boing, Cartoonito e quelli popolati dai piazzisti delle televendite. Non certo un caso.

Nel 2011 le cose però sembrano essere cambiate dopo anni di crescita esponenziale. Gli abbonati a Novembre 2011 sono “Più di 2 Milioni” (testuale dall’Investor Center di Mediaset) contro i 5 milioni di Sky (molto più invasivo e costoso vista la tecnologia), registrando anche una riduzione degli utili di più della metà dal 2010 (vedi Bilancio Consolidato). Vero è che a inizio anno Mediaset ha fagocitato le frequenze della fallita DahliaTV (diritti per la SerieB compresi) e probabilmente l’acquisizione potrebbe essere una delle cause della flessione.

Resta il fatto che il campo del Digitale Terrestre è ancora un terreno molto fangoso e scivoloso dove è difficile procedere speditamente. La digitalizzazione doveva infatti avvenire entro il 2010 per poi essere spostata a fine 2012. La concorrenza e la proliferazione delle emittenti promessa, però, sembra lontana dalla realizzazione. E’ notizia degli ultimi giorni, infatti, che SKY Italia ha rinunciato alla partecipazione all’asta delle frequenze per una mancanza di chiarezza nei tempi e nella regolamentazione del settore. Un gesto eclatante, un messaggio per il nuovo Governo.

Per il momento la libertà televisiva prospettata, insomma, sembra solo un miraggio. Speriamo che lo switch off spenga anche tutti i dubbi e le imperfezioni del sistema.

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